Caricamento Eventi

Marie Cool Fabio Balducci “Untitled”, 2008

BUILDINGBOX:12/12

a cura di Nicola Trezzi

30 Ago 2019 - 1 Ott 2019

Marie Cool Fabio Balducci
Untitled, 2008
Rotolo di carta da pacchi,
scrivania 220 x 100 cm
documento video 59 sec

Come spesso accade nell’opera di Marie Cool Fabio Balducci, è l’azione a essere protagonista. Nel caso specifico di Untitled (2008), l’azione, o il gesto, deriva dalla funzione dello scotch che ripara/rimette assieme due parti che sono state separate. In questo caso è la persona che funziona come lo scotch, in un rapporto politico di comune destino. Nella pratica di Marie Cool Fabio Balducci, sia la politica che l’economia, per non parlare dell’idea di individuo e del suo “ruolo”, sono nozioni particolarmente importanti, sebbene siano sviluppate tra astrazione e “il far niente”, dove il gesto è sempre costretto/ridotto (non minimale), appunto, dalle funzioni in questione.

Untitled di Marie Cool Fabio Balducci costituisce il dodicesimo e ultimo capitolo di“5779”, il progetto espositivo che inaugura la prima stagione di BUILDINGBOX, uno spazio indipendente facente parte di BUILDING ma caratterizzato da un programma unico e autonomo. Il progetto, a cura di Nicola Trezzi, ha aperto nella settimana di Rosh HaShana, il capodanno dell’anno 5779, come dice il titolo stesso, secondo il calendario ebraico.

Seguendo queste premesse, ossia una vetrina visibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e un calendario, in questo caso bisestile, di 13 mesi (Nisan, Iyar, Sivan, Tammuz, Av, Elul, Tishrei, Marcheshvan, Kislev, Tevet, Shevat, Adar Alfa e Adar Beth), “5779“ è una mostra collettiva nella quale le varie opere d’arte non sono presentate una vicino all’altra, bensì piuttosto una dopol’altra. La struttura del calendario, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, diventa la linea guida per la presentazione delle opere di molteplici artisti; questa impostazione trasforma il concetto stesso di mostra collettiva: da coesistenza e giustapposizione, a linearità e processione.

Inoltre, questo tipo di strutturazione decostruisce l’essenza stessa della mostra collettiva, che è, per definizione, una mostra con varie opere d’arte, di vari artisti, presentate una vicino all’altra in uno spazio definito e per un periodo di tempo limitato. Con “5779“ l’idea della mostra collettiva, nella quale opere d’arte di diversi artisti appaiono una dopo l’altra nello stesso spazio, sostituendosi, subentrando l’una all’altra, suggerisce un’inversione dell’equazione alla base del fare mostre. Piuttosto che organizzare una mostra a partire dallo spazio, come succede usualmente, questa volta la mostra viene costruita sulla base del tempo.

Al fine di sottolineare ulteriormente la predominanza del tempo sullo spazio, completo ribaltamento del fare mostre e delle sue premesse, è stata presa la decisione di esporre opere che non solo sono visibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ma sono anche ‘nutrite’ dall’elettricità, luci al neon, opere con lampadine, video, ecc., come “piccoli soli” (sebbene il calendario ebraico non sia puramente solare ma “solunare”) che scandiscono il ritmo del tempo.

Untitled di Marie Cool Fabio Balducci rimarrà esposta fino al 1 ottobre,gliultimi giorni di Elul.Alla fine dei 13 mesi, (5779 è un anno bisestile e ha avuto Adar Alfa seguito da Adar Beta) BUILDING pubblicherà un catalogo concepito come un calendario, includendo tutte le 13 opere d’arte presentate durante l’anno, che saranno rivelate mese dopo mese.

Cenni biografici

Marie Cool Fabio Balducci nascono rispettivamente nel 1961 a Valenciennes, Francia e nel 1964 a Ostra, Italia. Vivono e lavorano fra Parigi e Pergola, Italia. La loro opera è stata soggetto di mostre personali presso GAK a Brema (Germania), CAPC a Bordeaux (Francia), La Verrière a Bruxelles, Marcelle Alix a Parigi, Lulu a Città del Messico, Le Consortium a Digione (Francia), Synagogue de Delme (Francia), Sometimes (works of art) a New York, Academie de France/Villa Medicis a Roma, CAC Bretigny (Francia), South London Gallery, Maison Rouge – Fondation Antoine de Galbert a Parigi, Mudam Musee d’Art Moderne Grand Duc Jean nel Lussemburgo e Catherine Bastide Gallery a Bruxelles.

Hanno partecipato a mostre collettive presso Casino Luxembourg nel Lussemburgo, Fonderie Darling a Montreal, Marta Herford (Germania), Mullae Art Factory a Seoul, Kunsthalle Osnabruck (Germania), CAN a Neuchâtel (Svizzera), FRAC Aquitaine a Bordeaux, Museion a Bolzano, Le Plateau-FRAC Ile-de-France a Parigi,  FRAC Alsace a Sélestat (Francia), Muzeum Sztuki Nowoczesnej a Varsavia, MoMA, Whitworth Art Gallery a Manchester, Fondazione Peccioli (Italia), FRAC Lorraine a Metz (Francia), e l’Ecole des Beaux Arts de Paris.

Inoltre hanno partecipato a biennali e festival quali documenta 14 a Kassel e Atene nel 2017, la 11esima Bienal de video y artes mediales a Santiago de Chile del 2013 e la Biennale di Berlino del 2010.