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“Dalla sabbia, opere in vetro”, Remo Salvadori, Gravità 0°, 1978-2018

BUILDINGBOX: 2

a cura di BUILDING
in collaborazione con Jean Blanchaert

12 Nov 2019 - 11 Dic 2019

Nel 2017 Remo Salvadori è stato invitato dal C.I.R.V.A. (Centre international de recherche sur le verre et les arts plastiques) di Marsiglia a trasformare in vetro un’opera del 1978, intitolata Gravità 0°. Il fuoco, il vetro fuso, la danza che si instaura nell’incandescenza rimangono una memoria viva per l’artista, che ci lascia una riflessione: “il fuoco crea spazio, non lo occupa”.

Esperienze frammentarie,
piccoli fuochi hanno determinato
un percorso che si dichiara
nel suo farsi.
Un percorso dove l’osservatore si sposta osservandosi.
I luoghi sono quattro gallerie:
nella prima si è reso visibile
l’uso dei materiali ivi trovatisi.
La seconda si rappresenta
come un contenitore caldo
di elementi organici.
La terza ha offerto
una sua rilettura spaziale.
Nella quarta l’esperienza
dell’intero percorso si raffredda
in forma di ceramica.
Ne nasce un oggetto:
un modello. Un esemplare originario.

Gravità 0°

Esperienza di tempo e di luogo
non gravitazionale[1].

Remo Salvadori, 1979

[1]  Remo Salvadori, Germano Celant, Fabbri Editori, Milano 1991, pag. 26.

BUILDINGBOX dedica la stagione 2019-2020 alla ricerca sul vetro contemporaneo con il progetto Dalla sabbia, opere in vetro, un ciclo espositivo in 12 appuntamenti con cadenza mensile a cura di BUILDING, in collaborazione con Jean Blanchaert.

La seconda opera esposta è Gravità 0° dell’artista Remo Salvadori.

Dalla sabbia, opere in vetro è il titolo scelto per evocare l’alchimia dell’affascinante processo di creazione di questo materiale, dalla sabbia, con l’aria, per mezzo del fuoco.  Opere firmate da artisti contemporanei che hanno scelto di confrontarsi con le possibilità che offre questo materiale. Sperimentazioni che rendono esemplari e preziose le opere in mostra, in quanto progettate da artisti che nella loro pratica utilizzano tecniche differenti e talvolta distanti dalle caratteristiche peculiari del vetro. Questo progetto nasce dalla volontà di BUILDING di approfondire la ricerca degli artisti includendo oltre alle produzioni più note, aspetti e sperimentazioni insolite.

Una relazione creatrice stretta tra il pensiero dell’artista e la mano dei maestri vetrai. Il vetro, materiale facilmente modellabile da mani esperte, prende forme “fragili” per continuare a legarsi alla tradizione artistica del passato e al contempo aprendosi a una prospettiva formale ripensata a partire da suggestioni estetiche contemporanee. Filo conduttore del progetto sono le stesse opere, inserite in una storia secolare e in un fare antico, testimoni di una precisa alchimia di elementi messa a punto 4000 anni fa dalla civiltà fenicia, e che ancora oggi offrono infinite possibilità formali.

Per 12 mesi una sequenza di opere e a­rtisti si articolerà nella vetrina indipendente, visibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, scandendo il ritmo del tempo e innescando un’ampia riflessione sulla predominanza del tempo sullo spazio.

Cenni biografici

Remo Salvadori è nato a Cerreto Guidi nel 1947. Il rapporto di questo artista con la forza di gravità, la materia, la solidità e la fragilità dei materiali – non ossimoro o illusione, ma esito tangibile –  si realizza in nuove composizioni, aperte ed equilibrate, regolare e irregolare, che sono il risultato di una conoscenza, una composizione e una disciplina matematica che ha sempre praticato. L’artista ha stabilito una relazione e un dialogo in particolare con i metalli, come i tasselli per incidere un pentagramma, il cui linguaggio comprende le sette note musicali. Se i concetti di metamorfosi e alchimia possono evocare dettami della tradizione storica, l’esito delle opere di Salvadori si risolve in un’armonia essenziale, in proporzioni, in geometrie e in una deliberata e intensa nuova versione metafisica. Remo Salvadori ha esposto in importanti musei italiani ed europei e ha partecipato negli ultimi decenni alle maggiori rassegne internazionali come la Biennale di Venezia (1982, 1986, 1993) e Documenta, Kassel (1982, 1992). Sue mostre personali si sono svolte presso: Museum Insel Hombroich, Germania (2018); BUILDING, Milano (2017); Galleria Christian Stein, Milano (2018,2007, 2005, 1999, 1995, 1991, 1988); Musei San Domenico – Chiesa di San Giacomo, Forlì (2016); MAXXI, Roma (2012); Fondazione Querini Stampalia, Venezia, (2005); Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1997); Studio Trisorio, Napoli (1996); Centre National d’Art Contemporain, Grenoble (1991); Istituto di Cultura Italiano e il Project Room dell’Art Gallery of Ontario (1987) Toronto; Galleria Locus Solus, Genova (1989, 1987, 1985); Galleria Salvatore Ala, New York e Milano (1982, 1981, 1980); Galleria Pieroni, Roma (1986, 1985, 1981); Galleria Lucrezia De Domizio, Pescara (1979, 1978); Galleria Paola Betti, Milano (1978); Galleria Lucio Amelio, Napoli (1978); Galleria Tucci Marinucci, Torino (1976).

Fra le mostre collettive: Dalla materia spirituale dell’arte, MAXXI (2019); Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Una fornace a Marsiglia. Cirva (2018); Museo Novecento, Firenze, Un nuovo Museo Novecento (2018); Omaggio a Margherita Stein, mostra inaugurale Magazzino Italian Art, Cold Spring, New York (2017); Ytalia, energia, pensiero, bellezza, Forte Belvedere, Firenze (2017); Au rendez-vous des amis, Palazzo Vitelli, Città di Castello (2015); Trame, La Triennale di Milano (2014); Tridimensionale, MAXXI, 2012.