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“Dalla sabbia, opere in vetro”, Mirosław Bałka, 6 x (138 x 47 x 10)

14 Gen 2020 - 14 Feb 2020

Una soglia verso un altro mondo o forse dei frammenti di una composizione più ampia: così l’opera 6 x (138 x 47 x 10) si può presentare a chi guarda. I pannelli realizzati in vetro di Murano appoggiati al muro ricordano delle porte, il colore è opaco e si riescono a percepire, grazie ai riflessi della luce sulla materia, le venature del legno. Se il soggetto dell’arte di Mirosław Bałka è la memoria nel suo lavoro la vista nel passato di un oggetto è indiretta, oscurata o bloccata: l’artista cerca sempre la bellezza negli oggetti, per quanto essi possano essere stati recuperati, come una vecchia tavola di legno.

BUILDINGBOX dedica la stagione 2019-2020 al vetro contemporaneo con il progetto Dalla sabbia, opere in vetro, un ciclo espositivo in 12 appuntamenti con cadenza mensile a cura di BUILDING, in collaborazione con Jean Blanchaert.

La quarta opera esposta 6 x (138 x 47 x 10) è dell’artista Mirosław Bałka. Dalla sabbia, opere in vetro è il titolo scelto per evocare l’alchimia dell’affascinante processo di creazione di questo materiale, dalla sabbia, con l’aria, per mezzo del fuoco. Opere firmate da artisti contemporanei che hanno scelto di confrontarsi con le possibilità che offre questo materiale. Sperimentazioni che rendono esemplari e preziose le opere in mostra, in quanto progettate da artisti che nella loro pratica utilizzano tecniche differenti e talvolta distanti dalle caratteristiche peculiari del vetro. Questo progetto nasce dalla volontà di BUILDING di approfondire la ricerca degli artisti includendo oltre alle produzioni più note, aspetti e sperimentazioni insolite. Una relazione creatrice stretta tra il pensiero dell’artista e la mano dei maestri vetrai. Il vetro, materiale facilmente modellabile da mani esperte, prende forme “fragili” per continuare a legarsi alla tradizione artistica del passato e al contempo aprendosi a una prospettiva formale ripensata a partire da suggestioni estetiche contemporanee. Filo conduttore del progetto sono le stesse opere, inserite in una storia secolare e in un fare antico, testimoni di una precisa alchimia di elementi messa a punto 4000 anni fa dalla civiltà fenicia, e che ancora oggi offrono infinite possibilità formali.

Per 12 mesi una sequenza di opere e artisti si articolerà nella vetrina indipendente, visibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, scandendo il ritmo del tempo e innescando un’ampia riflessione sulla predominanza del tempo sullo spazio.

Cenni biografici

Mirosław Bałka è nato nel 1958 a Varsavia, in Polonia. Vive e lavora a Varsavia e Otwock. È uno scultore attivo anche nel campo del video e del disegno sperimentale. Nel 1985 si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Varsavia, dove dal 2011 dirige lo Studio delle Attività Spaziali presso la Facoltà di Art Media. Tra il 1986 e il 1989 insieme a Mirosław Filonik e Marek Kijewski fonda il gruppo artistico Consciousness Neue Bieremiennost. Premiato con il Mies van der Rohe Stipend dal Krefeld Kunstmuseen nel 1991, è membro dell’Akademie der Künste di Berlino. Ha ricevuto diverse commissioni per memoriali pubblici tra cui il monumento alle vittime del disastro dell’Estonia Ferry a Stoccolma nel 1997, ad AUSCHWITZWIELICZKA nel 2009, a Cracovia nel 2010. Ha partecipato a tali prestigiosi eventi internazionali, tra cui documenta IX (1992), Kassel; Biennale di Venezia (1990, 1993, 2003, 2005, 2013); Carnegie International (1995), Pittsburgh; Sao Paolo Biennale (1998); Biennale di Liverpool (1999); Sydney Biennale (1992, 2006) e Santa Fe Biennale (2006). Ha avuto una mostra personale al Museum Arnhem di Copenaghen (2014); Museum of Art MS1 (2015), Lodz, Polonia; The British School, Roma (2016). Nel 2012 sono state pubblicate una serie di conversazioni tra Mirosław Bałka e il professor Zygmunt Bauman. Nel 2015 l’artista ha creato il design del palcoscenico dell’opera Magic Mountain di Paweł Mykietyn. Le opere di Bałka sono presenti in numerose collezioni istituzionali tra cui: Tate Modern, Londra; Van Abbemuseum, Eindhoven; MOCA, Los Angeles; SFMOMA, San Francisco; MOMA, New York; Museo Hirshhorn, Washington DC; The Art Institute of Chicago; Carnegie Museum of Art, Pittsburgh; Museu Serralves, Porto; Moderna Museet, Stoccolma; Kiasma, Helsinki; Kröller-Müller, Otterlo; EMST The National Museum of Art, Atene; Il Museo Nazionale d’Arte, Osaka; The Israel Museum, Gerusalemme; Museo dell’arte di Tel Aviv; Collezione Lambert, Avignone; Middelheimmuseum, Anversa; Fundación Botín, Santander; Museo di arte contemporanea, Zagabria. In Polonia le sue opere sono nelle collezioni di: Muzeum Sztuki, Lodz; Centre of Contemporary Art, Varsavia; Zacheta – National Gallery of Art, Varsavia; Museo di arte moderna, Varsavia; The National Museum, Breslavia; MOCAK, Cracovia; Labirynt, Lublino; Arsenał, Bialystok.