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“Dalla sabbia, opere in vetro”, Elena El Asmar “L’esercizio del lontano” 2010-2020

11 Lug 2020 - 11 Set 2020

Elena El Asmar
L’esercizio del lontano, 2010-2020
vetri, calze, reti, basi in ferro
dimensioni variabili

“Nell’esercizio del lavoro, del pensiero tradotto in immagine, il mio sguardo volge, continuamente, alla memoria di oggetti caratterizzanti una vita domestica affacciata ai bacini del Mediterraneo, in un paese bianco, il Libano, nel tentativo di far affiorare le visioni che hanno affascinato e contaminato la mia infanzia.
Nei viaggi annuali e nella continua spola tra l’Italia e la mia famiglia di Jbeil, gli scambi di mobili, tazze, utensili, profumi di spezie sono divenuti – nel tempo – consuetudine e tentativo di mantenere viva, al di là della distanza terrena, l’appartenenza ad un luogo, ben connotato sia fuori che dentro di me. Così, nello studio dove lavoro, giacciono, sparsi qua e là, oggetti rubati al mio passato, divenuti – nel presente – possibili infiniti, linee che esaltano la mia immaginazione, griglie trasformate in icone – pittoriche o meno – dall’attimo in cui prendono forma conquistandone lo spazio.
Ogni modello di cui dispongo si rifà, in realtà, ad un campionario di ricordi velati, resi al mio tempo secondo le note di una sinfonia vaga, che aleggia verso un tutto che mi è dato cogliere solo parte per parte.
Così… nel firmamento di forme che si disperdono nell’atmosfera, avviene il sogno fenicio; nella memoria di una passeggiata lungo le corsie del suk e le sue architetture sgargianti di curve, vertici, arabeschi, ornamenti, intagli e intarsi; nell’equivocabile ma affascinante promiscuità di un mare che rigetta costantemente le sue onde sulla costa di un paese ove l’orizzonte si mescola alle visioni di un “padre” che sta nei cieli.”
– Elena El Asmar, 2009

BUILDINGBOX dedica la stagione 2019-2020 al vetro contemporaneo con il progetto Dalla sabbia, opere in vetro, un ciclo espositivo in 12 appuntamenti con cadenza mensile a cura di BUILDING, in collaborazione con Jean Blanchaert.
La settima artista è Elena El Asmar che presenta una installazione site specific. Dalla sabbia, opere in vetro è il titolo scelto per evocare l’alchimia dell’affascinante processo di creazione di questo materiale, dalla sabbia, con l’aria, per mezzo del fuoco. Opere firmate da artisti contemporanei che hanno scelto di confrontarsi con le possibilità che offre questo materiale. Sperimentazioni che rendono esemplari e preziose le opere in mostra, in quanto progettate da artisti che nella loro pratica utilizzano tecniche differenti e talvolta distanti dalle caratteristiche peculiari del vetro. Questo progetto nasce dalla volontà di BUILDING di approfondire la ricerca degli artisti includendo oltre alle produzioni più note, aspetti e sperimentazioni insolite.
Una relazione creatrice stretta tra il pensiero dell’artista e la mano dei maestri vetrai. Il vetro, materiale facilmente modellabile da mani esperte, prende forme “fragili” per continuare a legarsi alla tradizione artistica del passato e al contempo aprendosi a una prospettiva formale ripensata a partire da suggestioni estetiche contemporanee.

aprendosi a una prospettiva formale ripensata a partire da suggestioni estetiche contemporanee. Filo conduttore del progetto sono le stesse opere, inserite in una storia secolare e in un fare antico, testimoni di una precisa alchimia di elementi messa a punto 4000 anni fa dalla civiltà fenicia, e che ancora oggi offrono infinite possibilità formali.
Per 12 mesi una sequenza di opere e a¬rtisti si articolerà nella vetrina indipendente, visibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, scandendo il ritmo del tempo e innescando un’ampia riflessione sulla predominanza del tempo sullo spazio.

Cenni biografici

Elena El Asmar è nata a Firenze nel 1978 e vive a Milano.
Come scrive Pietro Gaglianò, “Il lavoro di Elena El Asmar si svolge come un continuo ‘esercizio del lontano’, coniugando la dimensione mentale dei luoghi con la loro realtà tangibile. A partire dalla figurazione della memoria, e nel suo incontro con i materiali, le città fenicie dell’artista si ramificano lungo i confini del paesaggio toscano, dell’architettura postmoderna, dello spazio immaginato”. È tra i fondatori di Madeinfilandia e spazio C.O.S.M.O. (Come Ogni Semplice Movimento Ortogonale).

Tra le mostre personali: La conservazione della libertà, Fondazione Berengo, Palazzo Cavalli-Franchetti, Venezia, a cura di Pietro Gaglianò con Loredana Longo, Come cenni di mare sulla spiaggia, con Sophie Ko, Riss(e)-Zentrum, Varese, Spargo, lancio, divido, cospargo, Galleria Bianconi, Milano, Segni per far fiorire vasi, con Concetta Modica a cura di Ilaria Mariotti presso Centro Espositivo Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (Pisa), Reverie, a cura di Francesca Pasini presso La Quarta Vetrina, Libreria delle donne, Milano, Vespertine, a cura di Matteo Innocenti presso Galleria MOO, Prato, L’esercizio del lontano, a cura di Pietro Gaglianò presso SRISA Gallery, Firenze.

Ha partecipato a mostre in spazi pubblici e privati, tra cui: Aga Khan Museum a Toronto, Galleria delle Prigioni a Treviso, Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma, Fondazione Palazzo Magnani (Palazzo da Mosto) a Reggio Emilia, Manifesta XII – eventi collaterali a Palermo, Fabbrica del Vapore a Milano, Palazzo Pratellesi a San Gimignano (Siena), Art Site Fest a Stupinigi (Torino), Risse a Varese, Assab One a Milano, Fondazione La Fabbrica del Cioccolato a Bellinzona (Svizzera), Art for the World Europa (Lago Maggiore), Galleria Bianconi a Milano, Villa Romana a Firenze, ex Fabbriche Lucchesi a Prato, Casabianca a Zola Predosa (Bologna), Galleria Eduardo Secci a Firenze, University of Wisconsin-Madison negli Stati Uniti, Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno (Arezzo), Villa Pacchiani a Santa Croce sull’Arno (Pisa), Gallery of Art – Temple University a Roma, Museo di Villa Croce a Genova, Galleria Zak a Monteriggioni (Siena), Dome City Center a Beirut (Libano), Galleria Daniele Ugolini a Firenze, ex-Sinagoga a Nitra (Repubblica Slovacca), Associazione Arti Visive Trebisonda, Rocca Paolina e Casa delle Culture a Perugia.