Sean Shanahan

Sean Shanahan nasce a Dublino nel 1960 e si forma presso l’Heatherley School of Fine Art a Chelsea, Londra e il Croydon College of Art and Design, dove compie studi di pittura e storia dell’arte. A 22 anni si sposta a Milano, dove tiene la sua prima personale nella galleria di Luigi De Ambrogi. Nel 1986 vince una borsa di studio alla Fundación Olivar de Castillejo di Madrid e tra il 1986 e il 1990 vive e lavora tra Colonia e New York.
La sua elaborazione creativa respinge qualsiasi tipo di narrazione: forma e colore sono i mezzi della pittura e il suo unico interesse. Fin dagli esordi della sua ricerca si volge verso la natura morta indagandone la capacità di cogliere l’istante non dinamico del fluire, il momento di stasi che fissa azioni, gesti, emozioni. Questa propensione viene tradotta in una profonda riflessione sul colore e un intervento su superfici in legno duro.
Nel 1990 Shanahan si trasferisce in Italia e poco dopo compie la scelta cruciale di abbandonare l’acrilico, in favore dell’olio, che permette una stesura più fluida e trasparente e che consente una percezione immediata della resa finale. Nel 1994, in mostra alla Orchard Gallery di Derry, presenta Untitled, un olio su MDF, in cui pentimenti e rimaneggiamenti del colore sono ancora visibili e argomentano il processo pittorico dell’artista. Quest’opera segna il superamento dell’evidenza di tale processo sulla superficie; nelle opere successive le campiture verticali e orizzontali in più colori vengono gradualmente sostituite dalla pittura monocroma, che diviene per Shanahan una scelta definitiva, come quella di adottare I’MDF come supporto, un materiale industriale che assorbe il colore e che viene lavorato con bisellature lungo i margini, enfatizzando la corporeità dei dipinti.
Nel 1997 si trasferisce a Montevecchia dove allestisce il suo studio e si dedica all’uso di un solo colore, steso in modo omogeneo e uniforme, e a costruzioni formali semplici definite da una rastrematura che ne restituisce tridimensionalità. La direzione intrapresa da Shanahan in questi anni incontra l’interesse di Giuseppe Panza di Biumo, che dal 2000 inizia a collezionare in maniera sistematica i suoi lavori. Tra il 2010 e il 2016 partecipa a importanti collettive con la Panza Collection: nel 2010 State of Mind. Minimal Art al Lucca Center of Contemporary Art, e nel 2015 La percezione del Futuro. La collezione Panza a Perugia alla Galleria Nazionale dell’Umbria.
Tra le numerose partecipazioni a mostre personali e collettive si ricordano inoltre Sudden Time (2021) a Villa Panza, Varese, Singular Episodic (2020) presso il Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, Body of Light (2018) presso Luca Tommasi Arte Contemporanea a Milano, Seven Last Words (2016) presso la Galleria San Fedele a Milano, Unique Act (2008) presso The Hugh Lane a Dublino.

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